Firework by Boyce Avenue


Si è sentito parecchio parlare della cantante Katy Perry, ma qua da noi in Italia forse in pochi conoscono Boyce Avenue. Capitai per caso sul suo canale youtube. Sempre a caccia di qualcosa di nuovo mi sono piacevolmente sorpreso nello scoprire che qualcuno aveva iniziato a cantare delle cover di alcune delle mie canzoni preferite. E ho fatto click. Parecchi click.

I Boys Avenue sono una rock band americana nata a Sarasota, in Florida. Band composta da tre fratelli: Alejandro, Daniel e Fabian.
Trovo siano una piacevole alternativa alle comuni canzoni che girano adesso. Un modo per apprezzare ancora una volta canzoni che già portiamo nel cuore.

Francesco

Shakespeare and company






C’è un posto magico in rue de la Bucherie a Parigi. È una libreria con una grossa insegna gialla e la facciata dipinta di verde. Si respira un’aria romantica anche prima di entrare… sarà per il volto malinconico del caro vecchio William che fa capolino sopra la porta, o per la fila di lucine colorate che si accendono per incorniciarla quando scende la sera. Sarà perché in un film Lui, mentre presenta il suo romanzo sull’incontro di una sola notte, ben nove anni prima, con una francesissima Lei, alza lo sguardo e la vede tra gli scaffali strapieni.
Tutti gli altri poveri mortali ai quali il destino non farà incontrare l’anima gemella, potranno consolarsi alzando gli occhi tra una stanza e l’altra e leggere sul muro parole di speranza: Be not inhospitable to strangers lest they be angels in disguise. E continuare a vagare tra le pile di libri, sognando di imbattersi nel proprio angelo mascherato.
Antiche edizioni ingiallite si affollano ovunque, dando di gomito a copertine dai toni sgargianti. Lavagne scritte con i gessetti, come a scuola, annunciano la prossima lettura e se proprio si è sopraffatti da tutto quel profumo di carta e inchiostro ci si può accomodare sulla grossa poltrona blu dagli enormi braccioli. Con un colpo di fortuna si possono incontrare anche dei musicisti, molto bohemien e persino po’ glamour… in fin dei conti siamo sempre a Parigi.

C’è un posto magico in rue de la Bucherie, dove prima o poi dovrò andare.

Raffaella

Mamma Mia!


Tutto comincia con il ritrovamento di un vecchio diario e con una domanda: chi è il mio vero padre? Ha così inizio uno dei più spettacolari film mai visti! Le atmosfere colorate di Mamma Mia! e il suo cast di stelle vi sorprenderanno, ma sopratutto lasciatevi trascinare dalle vere protagoniste del film, le canzoni degli Abba, il mitico gruppo svedese degli anni '70! Sfido tutti quanti voi a non cedere alla tentazione di ballare e cantare davanti lo schermo!


Sergio

Pure shores by All Saints


Fu un successone, specie con l'uscita del film The Beach con Leonardo Di Caprio. Questa canzone mi fa sempre pensare davvero alle spiagge incontaminate e quanto si possa stare bene in un posto dove nessuno sa dove sei e ti puoi davvero rilassare. Buon ascolto.

Come tutto è iniziato


Salve a tutti, sono Luca e da poco mi sono avvicinato alla fotografia. Tutto è iniziato 1 anno fa, ho sempre avuto un debole per la Polaroid, ma non avevo mai concretizzato questo desiderio, fino a che mi hanno fatto scoprire un negozio di usato, molto particolare e pieno di macchine fotografiche, tra cui questa Polaroid 600, che ho fotografato, e me ne sono innamorato; ovviamente non mi sono fermato a questa e ne ho prese altre. Sono arrivato ad avere in neanche 1 mese 4 macchine fotografiche Polaroid. Per un po’ ho sperimentato e leggendo su siti e sui libretti d’istruzione, di ciascuna macchina fotografica, ho fato foto su foto; poi circa 2 mesi fa o poco più mi sono imbattuto in un corso di fotografia, promosso da una associazione universitaria, e mi sono fatto forza e mi sono buttato! Però c’era un problema: io avevo solo macchine fotografiche Polaroid e una compatta, di qualità pessima, allora sono andato in un negozio di elettronico a dare un’occhiata e spulciando gli scaffali, ho trovato una macchina fotografica Bridge. Voi vi chiederete: ma cos’è una Bridge? Praticamente è una macchina fotografica che sta tra una compatta e una reflex: l’obbiettivo è fisso, non è cambiabile, ma ha delle funzioni molto più avanzate e di ottima qualità, vicina ad una Reflex. Insomma con questo acquisto ho iniziato ad esplorare il mondo della fotografia digitale, e me ne sono innamorato.

Questa foto che vi propongo l’ho scattata, poco dopo aver seguito 2/3 lezioni del corso di fotografia: riassume l’amore che ho per la Polaroid, unito al “nuovo” amore per il digitale, con l’aggiunta di un mio altro amore, quello per l’Oriente, in particolare per il Giappone, rappresentato dall’origami e dal libro su cui poggia la Polaroid. La foto è molto semplice, ma mi rappresenta in pieno, e spero che vi piaccia. Per finire un consiglio: per chi inizia adesso a fotografare non andate a creare delle copie di foto già preesistenti, non serve a niente; fotografate ciò che più vi piace, ciò che è per voi familiare e vedrete che vi verranno delle bellissime foto. E soprattutto macchina fotografica sempre con voi.
Buon scatto a tutti.

Luca

Porcelain by Moby


"Ciao Francesco, vorrei vedere postata su Freak la canzone Porcelain di Moby . Mi ricorda il periodo di studio per gli esami di stato, sai l'ansia, la stanchezza, qualche lacrima, ma anche la speranza per il futuro e la gioia della fine del liceo".





Sergio

Bugatti type 41 Royale


Era il 1926 quando Ettore Bugatti, celebre costruttore di automobili pose le basi per quella che sarebbe stata la sua creazione più imponente e spettacolare, un auto di lusso capace di rivaleggiare con le altre grandi marche dell’epoca come Rolls Royce, Hispano Suiza, Isotta Fraschini.

Bugatti intendeva costruire un automobile che doveva essere più grande, più lussuosa, più potente e con una meccanica più sofisticata di tutte le altre, un auto degna di re e imperatori, ed è per questo che la type 41 è conosciuta anche con il nome di Royale. Purtroppo questo rimase un sogno per Bugatti (e per giunta un sogno molto costoso) perché questo modello non venne acquistato da nessuna testa coronata dell’epoca pur riscuotendo grande successo e ammirazione.



La Royale era ed è un auto straordinaria, fuori da ogni parametro di come si concepisce un automobile oggi e anche del suo tempo, basta solo ricordare la cilindrata di 12.760 centimetri cubi e paragonarla a quella di una qualsiasi auto di lusso di oggi per capirne le proporzioni. Anche le dimensioni erano eccezionali arrivando con la carrozzeria montata a più di sei metri si lunghezza per due di larghezza. In compenso la meccanica era di una rara efficienza, merito del genio di Ettore Bugatti, che ne faceva un auto per la sua epoca relativamente facile da gestire.
Ma quello che più caratterizza questa meravigliosa automobile sono le carrozzerie che vennero montate sui telai costruiti dalla fabbrica. Le grandi marche di automobili di un tempo vendevano ai loro clienti solo il telaio e il motore, poi il cliente su questo telaio si faceva costruire da un carrozziere di fiducia una carrozzeria secondo i propri desideri. Anche in questo campo Bugatti fu all’avanguardia per la sua epoca allestendo all’interno della fabbrica un reparto carrozzerie dove muoveva i primi passi suo figlio Jean a cui si devono due delle carrozzerie più eccitanti e straordinarie di quest’auto, la bellissima Coupè Napoleon, una carrozzeria formale con l’autista che guidava all’aperto protetto dal un tendalino ripiegato sul tetto in caso di mal tempo e l’eccezionale Roadster disegnata per l’industriale tessile Armand Esders che purtroppo non è giunta ai nostri giorni. Quest'ultima aveva una carrozzeria che aveva dell’incredibile, parafanghi lunghi cinque metri forgiati in un solo pezzo e un incredibile perfezione sia nel disegno che nella realizzazione (considerate che una volta le carrozzerie venivano fatte a mano partendo dal foglio di lamiera piana e dandogli la forma con dei martelli su delle forme di legno).



Particolarità di questa auto era quello di non avere fari, si dice perché Esders non guidasse mai di notte, ma su questo ci sono opinioni discordanti. Gli altri telai vennero acquistati da un medico tedesco che si fece confezionare un bellissimo cabriolet nero, arrivato fino a noi ma verniciato completamente di bianco, un po’ meno bella dell’originale ma di grande effetto. Un ministro francese ordinò una carrozzeria coupè de ville simile al coupè Napoleon di Jean Bugatti, mentre un generale inglese fece costruire una grande limouisine nera al carrozziere inglese Park Ward. Uno degli ultimi telai venne carrozzato da Kellner di Parigi con una carrozzeria coach che è un auto a due porte con quattro finestrini.


Nella realizzazioni di queste eccezionali automobili oltre all’arte dei carrozzieri è presente quella dei tappezzieri e degli ebanisti per gli interni e dei sellai per i bauli esterni che in un paio di esemplari vennero commissionati ad Hermès. Altra nota artistica sul tappo del radiatore fa bella mostra di se un elefante disegnato dal fratello di Ettore, lo scultore Rembrandt Bugatti, quasi a sottolineare l’imponenza ma anche la grazia di queste eccezionali automobili.

Lorenzo