Bugatti type 41 Royale


Era il 1926 quando Ettore Bugatti, celebre costruttore di automobili pose le basi per quella che sarebbe stata la sua creazione più imponente e spettacolare, un auto di lusso capace di rivaleggiare con le altre grandi marche dell’epoca come Rolls Royce, Hispano Suiza, Isotta Fraschini.

Bugatti intendeva costruire un automobile che doveva essere più grande, più lussuosa, più potente e con una meccanica più sofisticata di tutte le altre, un auto degna di re e imperatori, ed è per questo che la type 41 è conosciuta anche con il nome di Royale. Purtroppo questo rimase un sogno per Bugatti (e per giunta un sogno molto costoso) perché questo modello non venne acquistato da nessuna testa coronata dell’epoca pur riscuotendo grande successo e ammirazione.



La Royale era ed è un auto straordinaria, fuori da ogni parametro di come si concepisce un automobile oggi e anche del suo tempo, basta solo ricordare la cilindrata di 12.760 centimetri cubi e paragonarla a quella di una qualsiasi auto di lusso di oggi per capirne le proporzioni. Anche le dimensioni erano eccezionali arrivando con la carrozzeria montata a più di sei metri si lunghezza per due di larghezza. In compenso la meccanica era di una rara efficienza, merito del genio di Ettore Bugatti, che ne faceva un auto per la sua epoca relativamente facile da gestire.
Ma quello che più caratterizza questa meravigliosa automobile sono le carrozzerie che vennero montate sui telai costruiti dalla fabbrica. Le grandi marche di automobili di un tempo vendevano ai loro clienti solo il telaio e il motore, poi il cliente su questo telaio si faceva costruire da un carrozziere di fiducia una carrozzeria secondo i propri desideri. Anche in questo campo Bugatti fu all’avanguardia per la sua epoca allestendo all’interno della fabbrica un reparto carrozzerie dove muoveva i primi passi suo figlio Jean a cui si devono due delle carrozzerie più eccitanti e straordinarie di quest’auto, la bellissima Coupè Napoleon, una carrozzeria formale con l’autista che guidava all’aperto protetto dal un tendalino ripiegato sul tetto in caso di mal tempo e l’eccezionale Roadster disegnata per l’industriale tessile Armand Esders che purtroppo non è giunta ai nostri giorni. Quest'ultima aveva una carrozzeria che aveva dell’incredibile, parafanghi lunghi cinque metri forgiati in un solo pezzo e un incredibile perfezione sia nel disegno che nella realizzazione (considerate che una volta le carrozzerie venivano fatte a mano partendo dal foglio di lamiera piana e dandogli la forma con dei martelli su delle forme di legno).



Particolarità di questa auto era quello di non avere fari, si dice perché Esders non guidasse mai di notte, ma su questo ci sono opinioni discordanti. Gli altri telai vennero acquistati da un medico tedesco che si fece confezionare un bellissimo cabriolet nero, arrivato fino a noi ma verniciato completamente di bianco, un po’ meno bella dell’originale ma di grande effetto. Un ministro francese ordinò una carrozzeria coupè de ville simile al coupè Napoleon di Jean Bugatti, mentre un generale inglese fece costruire una grande limouisine nera al carrozziere inglese Park Ward. Uno degli ultimi telai venne carrozzato da Kellner di Parigi con una carrozzeria coach che è un auto a due porte con quattro finestrini.


Nella realizzazioni di queste eccezionali automobili oltre all’arte dei carrozzieri è presente quella dei tappezzieri e degli ebanisti per gli interni e dei sellai per i bauli esterni che in un paio di esemplari vennero commissionati ad Hermès. Altra nota artistica sul tappo del radiatore fa bella mostra di se un elefante disegnato dal fratello di Ettore, lo scultore Rembrandt Bugatti, quasi a sottolineare l’imponenza ma anche la grazia di queste eccezionali automobili.

Lorenzo

2 commenti:

  1. Che bell'articolo! Non conoscevo la storia delle automobili Bugatti, è stato interessante leggerla. Grazie Lorenzo :)

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    1. Mi fa piacere il tuo apprezzamento, questo mio articolo è solo un breve accenno di un modello tra i più interessanti, Bugatti creò anche moltissime altri modelli magari meno eccezionali ma ugualmente pregevoli sia sul piano della meccanica che dell'estetica.

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