Camilla - La bambola viaggiatrice


Ho cominciato a collezionare bambole durante il periodo dell'università. Le bambole sono sempre state la mia passione, fin da bambino, ma allora era impensabile che chiedessi ai miei genitori di comprarmi una bambola ("I maschietti non giocano con cose da femminucce come le bambole!") e non mi restava altro che sognare davanti le vetrine dei negozi o guardando le pubblicità.
Mi tornano spesso in mente le bambole che mi sarebbe piaciuto avere da bambino. C'è una in particolare che avrei voluto più di tutte: Camilla, la bambola col passaporto. Era una bambola alta 50 cm, dai capelli di lana colorati, il corpo morbido e aveva le braccia, le gambe e il viso paffuto in PVC.

Non era la solita bambola-bambina, Camilla decisamente aveva una marcia in più rispetto alle altre bambole, ed era la sua diversità. Ne esistevano infatti tanti tipi, la bionda, la mora, la castana, la rossa e, caratteristica molto innovativa per gli anni '80, variava anche la sua etnicità. Esisteva una Camilla per ogni nazione. C'era la Camilla asiatica, la Camilla afro, quella indiana e anche il suo outfit variava a seconda del modello. Camilla incarnava la filosofia commerciale della Sebino, l'azienda italiana che la produceva, cioè "Una bambola italiana per TUTTI i bambini del mondo" perchè Gervasio Chiari, il fondatore della Sebino, sosteneva che i bambini del mondo sono tutti uguali e che i giocattoli non devono conoscere frontiere.

Parlando di frontiere, Camilla aveva in dotazione un passaporto. Si trovava all'interno di una borsettina ed era un libretto personalizzabile, con tanto di spazio dove incollare la propria foto e scrivere i dati personali ma anche usarlo per scambiare messaggi con altri bambini che avevano la loro Camilla. Negli anni '80 questa bambola divenne un vero e proprio fenomeno, tanto da ispirare libri di favole illustrate, giornalini, album e figurine e pupazzetti in plastica collezionabili. Ne fu creata anche una versione più piccola, Camilla-milla, di 30 cm circa e che aveva i capelli di una lana dai colori come il rosa, il verde e l'azzurro o anche bicolor.
Camilla è stata un pezzo importante della storia del giocattolo e nell'infanzia di molti bambini che vi hanno potuto giocare, i più fortunati, o chi, come me, sognava spesso allora di poterci giocare.

Sergio 

7 commenti:

  1. Fa un certo effetto vederlo pubblicato!
    Grazie

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  2. Io giocavo con le Barbie e fortunatamente i miei genitori non hanno mai fatto obiezioni ma questa bambola me la ricordo.

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  3. I miei invece assolutamente non volevano e lo stesso le mie sorelle che non mi facevano giocare con le loro bambole. Posso chiederti che Barbie avevi da bambino?

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    1. Avevo due modelli base penso che non avessero un nome come modello e poi avevo anche due di quelle che possiamo definire taroccate perchè non erano prodotte dalla Mattel che si chiamavano Tania

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    2. Che bello! No le Tania non erano Mattel, erano bambole prodotte da altre aziende che venivano distribuite in Italia sotto altro nome, Tania appunto, proprio dalla Sebino, come Camilla

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    1. In effetti era un giocattolo molto diffuso anche tra i bambini.

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